In queste ore è in corso in Brasile l’annuale vertice dei Brics, il consesso dei paesi del Mondo Contro antagonisti all’egemonia statunitense.
***
Il summit giunge in un momento di grande difficoltà per quasi tutti i membri fondatori, talora coinvolti in conflitti più o meno indiretti, risucchiati dai rispettivi fronti interni e posti dinanzi ai dazi di matrice washingtoniana.
***
Criticità che hanno largamente inciso persino sulle scenografiche dichiarazioni congiunte, insolitamente moderate e limitate al solo rispetto del «diritto internazionale (sic) a Gaza, in Iran e nella gestione del commercio globale».
***
Ma il vero elemento rilevante del summit è da ricercare altrove.
***
Benché presente a tutti i vertici annuali dei Brics dall’inizio della sua presidenza, Xi Jinping ha disertato l’incontro in atto in queste ore nel paese sudamericano.
***
Scelta apparentemente incomprensibile, che ha indotto i giornali nostrani a concentrarsi sulle presunte antipatie personali tra Xi e la moglie del presidente brasiliano Lula, rea di aver criticato più volte la disinformazione mandarina diffusa nel paese da TikTok.
***
Ma oltre gli stucchevoli retroscena, l’assenza del presidente cinese è da ascrivere al momento complesso vissuto dalla Repubblica Popolare. E alla relativa fragilità politica vissuta da Xi.
***
Già in aperto contrasto con parte del Partito Comunista e con le Forze armate, in queste settimane il presidente mandarino sta fronteggiando la pressione commerciale pensata da Washington per indebolire la (stagnante) economia cinese. Scenario potenzialmente in grado di innescare un cambio al vertice.