Nelle scorse ore la Repubblica Popolare ha inaugurato una rotta marittima che attraversa l’Artico per giungere fino ai porti europei, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza e provando ad aggirare l’accerchiamento statunitense.
***
L’apertura della tratta non è un inedito. Solo due anni fa Pechino ha tentato di avviare (senza successo) un percorso stabile per le navi commerciali e militari, mentre negli ultimi tre mesi estivi almeno cinquanta imbarcazioni russe e cinesi hanno percorso la rotta.
***
Secondo i mandarini entro il prossimo decennio il repentino scioglimento dei ghiacci consentirà il transito delle navi anche nei mesi invernali, evitando il passaggio tramite lo Stretto di Malacca e il Canale di Suez, entrambi controllati da Washington.
***
Diventasse facilmente percorribile, la tratta permetterebbe anche a Mosca di avere un ruolo di primo piano sia nella logistica commerciale che nelle infrastrutture militari e civili. Solo pochi anni fa Putin ha ricordato come «non esiste Artico senza Russia e non esiste Russia senza Artico».
***
Il rinnovato interesse cinese per l’Artico segnala il tentativo di tirare verso sé la Russia per sottrarla alle lusinghe americane, oltreché esibire a Washington diverse alternative con cui resistere alle strette commerciali di apparati e amministrazione politica.
***
Ma, ad oggi, l’Artico è poco più di un bluff, sbandierato come spauracchio per costringere i rivali a concentrarsi su teatri esotici.
***
La rotta presenta inaggirabili problemi di navigazione. Anche se i ghiacci si sciogliessero in larga parte, correnti, nebbia e forti venti renderebbero altrettanto complesso il transito per le imbarcazioni pure nel medio periodo.