Nelle scorse settimane Astana ha reso disponibile KazLLM, il primo modello d’intelligenza artificiale in lingua kazaka addestrato interamente sui dati prodotti nel paese.
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Benché qualitativamente inferiore ai modelli statunitensi e cinesi, l’obiettivo centrale è dotare la tecnologia «della morale e del punto di vista kazako» per schermarsi dalle influenze occidentali sull’intelligenza artificiale.
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Secondo i vertici di Astana la tecnologia sarebbe fondamentale anche per limitare l’accesso alle informazioni e monitorare larga parte della popolazione attraverso i sistemi di sorveglianza.
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Mentre da noi l’intelligenza artificiale viene interpretata come bilanciata e neutrale, il resto del mondo è consapevole che (quasi) tutti i modelli in commercio sono addestrati sul canone culturale statunitense.
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Di qui la scelta delle maggiori potenze del pianeta di dotarsi di un proprio modello di intelligenza artificiale. Dall’Iran alla Russia, dalla Cina alla Turchia.
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Negli ultimi anni proprio turchi e cinesi hanno tentato di aumentare il proprio peso in Kazakistan tramite la fornitura di tecnologie di punta. E solo poche ore fa Pechino ha siglato un accordo con Astana per costruire uno dei maggiori data center del paese e ospitare la quasi totalità dei dati prodotti.
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Preoccupati dalla crescente influenza tecnica dei rivali, a dicembre gli Stati Uniti hanno interrotto la vendita di semiconduttori di fascia alta al Kazakistan, rallentando lo sviluppo di un annunciato supercomputer e innescando molteplici problemi di sicurezza informatica.